Capitolo 3

Capitolo 3:

"ABBIAMO SEMPRE FATTO COSÍ"

Imputazione costi ai centri di costo e nuovo codice della crisi e dell’insolvenza

L’obiettivo del presente esercizio è indicarti, con il supporto di precisi riferimenti, quali sono gli elementi che puoi e non puoi considerare nella valorizzazione delle tue lavorazioni interne e, di conseguenza, nel calcolo del costo dei tuoi prodotti o servizi e nella valorizzazione delle rimanenze.

Ecco, nel dettaglio, i costi che puoi (e non puoi) imputare al tuo prodotto (o servizio):

 (Fonte: Memento Pratico Contabile, Ipsoa-Francis Lefebvre)

  1. Qualora il costo di trasporto riguardi il trasferimento delle merci e dei materiali del magazzino allo stabilimento, avvero il trasporto interno tra stabilimenti, il costo va imputato al costo di produzione, compresi i costi di trasporto per avvicinare il prodotto al punto di vendita;
  2. Gli ammortamenti dei beni immateriali in genere non si includono nel costo di produzione, salvo l’ammortamento di taluni brevetti, o del know-how, specifici per il processo produttivo;
  3. Le spese di progettazione specifica per la realizzazione di un prodotto (es. stampo o forma), od i costi di ingegneria per la realizzazione di uno specifico progetto, non riutilizzabili per altri processi, si imputano al costo di produzione; in genere tali costi sono da escludere dal costo di produzione dei beni di serie;
  4. I costi inerenti al mantenimento e conservazione delle materie, dei prodotti e dei semilavorati possono essere inclusi nel costo di produzione;
  5. Gli oneri finanziari in genere sono da escludere dal costo di produzione; un’eccezione riguarda i beni che prima di essere commercializzati richiedono un lungo periodo di manutenzione o invecchiamento;
  6. La royalty sulle vendite può essere inclusa nel costo di produzione qualora sia relativa a licenze o know-how connessi alla produzione dei beni. Se invece si tratta di royalties connesse all’utilizzo di marchi commerciali il costo è da escludersi dal costo di produzione.

Con l’applicazione di questo metodo (esclusione dei costi indicati nella colonna “escluso dal costo di produzione”) si può considerare soddisfatto il principio contabile 13 e lo IAS 2, in quanto il costo del prodotto risulta esclusivamente formato da costi di natura industriale. Inoltre, i costi ausiliari (c.d. “costi indiretti”), come previsto da una recente sentenza della Corte di Cassazione (19749/2021), devono essere obbligatoriamente compresi nel calcolo del costo di prodotto e, conseguentemente, nella valorizzazione delle rimanenze.

Questo è l’unico metodo normo conforme per valorizzare il costo del prodotto e, di conseguenza, anche le rimanenze di magazzino.

Al costo di produzione così calcolato, potrai applicare l’incidenza delle spese generali (vedi esercizio capitolo 7) che rappresentano i costi presenti nella colonna “escluso dal costo di produzione” della tabella precedente per calcolare il costo totale di commessa.