ROI e ROIC nelle PMI: differenze operative e utilizzo consapevole nelle decisioni di investimento

ROI e ROIC nelle PMI: differenze operative e utilizzo consapevole nelle decisioni di investimento

Nelle PMI l’analisi della redditività degli investimenti viene spesso sintetizzata in un unico indicatore, normalmente il ROI. Tuttavia, in contesti caratterizzati da struttura finanziaria variabile e utilizzo significativo di capitale di terzi, può risultare opportuno distinguere tra ROI (Return on Investment) e ROIC (Return on Invested Capital), al fine di evitare valutazioni distorte.

La corretta interpretazione di tali indicatori non ha finalità meramente descrittive, ma supporta decisioni in materia di crescita, allocazione del capitale e sostenibilità finanziaria.

1. Definizione e logica del ROI

In una configurazione gestionale semplificata, il ROI può essere espresso come:

ROI = Reddito operativo / Capitale investito operativo

Dove:

  • il reddito operativo è il risultato prima della gestione finanziaria e fiscale;
  • il capitale investito operativo comprende immobilizzazioni operative e capitale circolante netto operativo.

Esempio numerico:

  • Reddito operativo: 420.000 €
  • Capitale investito operativo: 3.000.000 €

Calcolo:

ROI = 420.000 / 3.000.000 = 0,14 → 14%

L’indicatore misura la capacità della gestione caratteristica di remunerare il capitale impiegato nelle operazioni aziendali.

2. Il ROIC e la neutralizzazione degli effetti finanziari

Il ROIC mira a rappresentare il rendimento effettivo del capitale complessivamente investito nell’impresa, tenendo conto anche dell’impatto fiscale e della struttura delle fonti.

Una formulazione operativa può essere:

ROIC = NOPAT / Capitale investito netto

Dove:

  • NOPAT (Net Operating Profit After Taxes) = Reddito operativo × (1 – aliquota fiscale teorica);
  • Capitale investito netto = Capitale proprio + Debiti finanziari netti.

Proseguendo l’esempio precedente, ipotizzando:

  • Reddito operativo: 420.000 €
  • Aliquota fiscale teorica: 28%
  • Capitale investito netto: 3.200.000 €

Calcolo del NOPAT:

420.000 × (1 – 0,28) = 420.000 × 0,72 = 302.400 €

Calcolo del ROIC:

302.400 / 3.200.000 = 0,0945 → 9,45%

L’indicatore risulta inferiore al ROI, evidenziando l’effetto combinato della fiscalità e della diversa configurazione del capitale investito.

3. Implicazioni decisionali per l’imprenditore

L’utilizzo del solo ROI può essere adeguato in analisi interne di efficienza operativa. Tuttavia, nelle decisioni di investimento e nelle valutazioni di crescita finanziata da debito, il ROIC consente un confronto più coerente con il costo medio ponderato del capitale (WACC).

In termini operativi:

  • se ROIC > costo medio del capitale, l’impresa sta creando valore;
  • se ROIC ≈ costo del capitale, l’investimento è neutro sotto il profilo economico;
  • se ROIC < costo del capitale, la crescita può generare erosione di valore.

Nelle PMI tra 2.000.000 € e 15.000.000 € di fatturato, tali valutazioni risultano particolarmente rilevanti in presenza di programmi di espansione commerciale, nuovi investimenti produttivi o operazioni straordinarie.

4. Limiti applicativi e coerenza metodologica

ROI e ROIC sono strumenti sintetici e, come tali, dipendono dalla qualità delle basi dati e dalla coerenza delle riclassificazioni di bilancio.

In ottica di consulenza direzionale, è opportuno:

  • definire criteri stabili di determinazione del capitale investito;
  • separare componenti straordinarie o non ricorrenti;
  • mantenere continuità nei confronti temporali.

L’obiettivo non è individuare l’indicatore “migliore” in senso assoluto, ma utilizzare ciascuno strumento in modo coerente con la decisione da assumere, nel rispetto dei principi di correttezza, indipendenza e prudenza che caratterizzano l’attività professionale del dottore commercialista.


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